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Progetto Continuità Nido/Infanzia
alt Alla prima storia educativa del bambino si collega la prima storia scolastica della scuola dell’ infanzia, la quale insieme ai successivi gradi scolastici, concorre a promuovere la formazione integrale della personalità dei bambini, nella prospettiva di formare soggetti liberi, responsabili ed attivamente partecipi alla vita della società. La scuola dell’infanzia deve consentire, ai bambini che la frequentano, di raggiungere traguardi di sviluppo in ordine all’identità, all’autonomia, alle relazioni, alla creatività e alle competenze. Finalità queste presenti anche negli impianti curricolari dei successivi gradi scolastici obbligatori. Da questa considerazione generale si deduce che l’educazione è un processo continuo che coinvolge tutte le forme di comunicazione culturale e di partecipazione sociale. Di questo processo la scuola costituisce solamente un aspetto, non esauriente ma ugualmente di grande importanza entro il quale l’azione pedagogica si esplica in maniera intenzionale e sistematica. Così espresso il processo di continuità educativa appare funzionale a una visione unitaria della scuola nel suo complesso e tende a rifiutare un’immagina frammentaria. E’ quindi una continuità funzionale, atta a promuovere due esigenze: • Quella connessa alla progressione psicologica; • Quella connessa alla progressione culturale che, a sua volta, richiede una continuità dei processi di insegnamento. La continuità nasce quindi dall’esigenza primaria di garantire il diritto dell’uomo ad un processo formativo completo che mira a promuovere lo sviluppo organico e multidimensionale del soggetto. Il filo conduttore di tutto il progetto sarà la favola e ogni ordine di scuola coinvolta si “ calerà “ nell’argomento a seconda della propria realtà scolastica. PERCHE’ LA FAVOLA Il percorso didattico proposto si incentra intorno alla favola proponendo così un’esperienza piacevole e motivante. Superfluo è sottolineare la valenza che la favola ha nel coinvolgimento emotivo e personale. Un approccio carico di significato affettivo infatti costituisce una strategia didattica efficace per un insegnamento che considera la motivazione come aspetto qualificante e come condizione essenziale perché abbia luogo l’apprendimento. La pianificazione dell’intervento didattico vede inoltre l’utilizzo di diversi mediatori strettamente correlati all’abilità e alla competenza da promuovere, passa dall’uso di mediatori di tipo attivo come la drammatizzazione della storia o di oggetti da manipolare, a quelli di tipo ironico Destinatari : tutti i bambini del primo livello (3 anni ) della scuola dell’infanzia : • N° 49 bambini del plesso di via Agnesi ; • N° 24 bambini del plesso di via Ruffano ; • N° 23 bambini del plesso di via Tagliamento . Tutti i bambini dell’ultimo livello ( 2 anni ) dell’asilo nido “ Giovani Marmotte “ si raccorderanno con i bambini del plesso di via Agnesi e quelli dell’asilo nido “ Baby Center “ si raccorderanno con i bambini dei plessi di via Ruffano e di via Tagliamento.